
Nonostante il titolo facilmente ingannevole, "Blood Story", o "Let Me In" per gli anglosassoni (ma penso anche per il resto del mondo) non è altro che il remake made in USA di "Let The Right One In" (da noi conosciuto con il nome "Lasciami Entrare"), un film svedese che ha riscosso un discreto successo in patria e anche fuori.

Gli americani, negli ultimi anni, ci hanno regalato numerosi remake, sia di film "autoctoni" che di film stranieri, con risultati sicuramente poco edificanti o comunque molto deboli rispetto agli originali (mi viene da pensare a "The Grudge", che suscitava persino compassione nella sua debolezza).
Tuttavia, sono stata invitata a vederlo e ci sono andata. L'unico elemento di interesse, per me, era la presenza di Chloe Moretz, già vista nel ruolo di sanguinaria ma divertente (e visibilmente divertita) mini supereroina in Kick-Ass. La storia la conoscevo poco o nulla, avendo visto solo una piccola parte dell'originale (il tema dei vampiri non mi ha mai fatto impazzire).
L'impressione è stata più che positiva. La storia è ottimamente strutturata e raccontata, senza particolari falle, ed il ritmo è più che buono, il film non risulta mai noioso o statico. L'atmosfera è ottima, davvero immersiva, soprattutto nella prima parte, ma in linea di massima non ha mai cedimenti notevoli.

Il cast è perfetto, sia i protagonisti (Kodi Smit-McPhee nel ruolo dell'insicuro Owen e la Moretz nel ruolo -piuttosto sibillino- di Abby), che gli antagonisti (i tre bulletti hanno proprio delle facce da prepotenti).

Bisogna anche dire che non è un film di vampiri come mi aspettavo: il tema del vampiro c'è ma non è il punto focale, che si rivela essere invece il rapporto che si viene a creare tra i due protagonisti (o almeno è quello che ha "detto" a me) .
Personalmente, ne consiglio la visione.
8/10
0 commenti:
Posta un commento